
Un tempo narrare il fantastico o il reale presupponeva l’uso appropriato delle figure emblematiche del tessuto sociale. Esistevano re e regine, cortigiani e damigelle, vi erano artigiani e commercianti, sacerdoti, maghi e guerrieri.
Di quest’ultima casta solo l’osservatore superficiale e sbadato coglieva come unico carattere la palese affinità alla guerra.
Labranche è un uomo ed un guerriero del nostro tempo, ma come nelle migliori favole la sua essenza ospita anime diverse; l’abisso e la vetta delle montagne.
Chi non sconta le conseguenze del grande conflitto interiore non può dire di aver mai vissuto ne di aver realizzato un sogno suo, al più il riflesso di altrui desideri.
È un mondo leggendario, è noto ma non conosciuto nella sua essenza più profonda. La legione straniera affascina e accentra la curiosità di qualunque strato sociale. Oggi un piccolo uscio si apre sulla sfera di silenzio e mistero che l’avvolge.
Lasciarsi guidare in questo spaccato di cruda verità è prima di tutto un servizio a se stessi; come lo è il concedersi un piacere inespresso.
Guardarlo negli occhi, sedersi l’uno accanto all’altro per respirare tutto il calore del vivere intensamente. Sono solo alcune delle cose che ho provato scalando le pagine di questo angolo di mondo.
Sofferenza e amore si intrecciano e segnano un sentiero che forgia l’anima.
Solo; ma immerso in una moltitudine, scoprì che lì dove tutto sembrava finire tutto iniziava e nel compiere ciò che il destino gli aveva riservato vide che era “nato per vivere”.
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